La Storia

La prima notizia, sull’AlbergoAl Bersagliere” di Boretto, ci viene da una mappa catastale disegnata fra l’aprile 1887 e il maggio 1888 (fig. 1).¹

mappa catastale 1888 di boretto
Fig. 1 – Mappa catastale del 1887/1888

L’edificio compare in fondo a via Roma insieme alla stazione. Non ci sono altre costruzioni oltre l’incrocio con l’attuale via Giovanni XXIII (viale Umberto I non esisteva ancora).
Una fotografia dell’epoca (fig. 2), ci mostra quale aspetto aveva la strada che dal sagrato della chiesa parrocchiale si prolungava sino alla ferrovia: un lungo viale alberato fiancheggiato da terreni agricoli.²

viale della stazione di Boretto
Fig. 2 – Via Roma vista dalla Stazione Ferroviaria di Boretto

la grande e maestosa cupola della Basilica di S. Marco, quasi un faro che guida i naviganti tra le fitte nebbie autunnali.

Il Bersagliere in questa immagine non ha per nulla l’aria di un albergo: non c’è traccia del pergolato e dei tavoli che compaiono in immagini posteriori; alcuni vasi di fiori posati sui davanzali delle finestre del 2° piano, suggeriscono un uso ad abitazione.
A destra della porta d’ingresso sono appoggiati grossi pali, legname e materiali diversi. È possibile che lo stabile non fosse ancora del tutto terminato al piano terra, o che avesse inizialmente un impiego diverso.

La sua origine deve comunque essere legata a quella della ferrovia Parma-Suzzara, che viene a connotare in modo nuovo un’area del paese in precedenza del tutto periferica. Inaugurata il 27 dicembre 1883, costruita e inizialmente gestita da una “Società anonima”, nel 1885 la Parma-Suzzara viene presa in subconcessione dalla “Società Veneta per la costruzione e l’esercizio di ferrovie secondarie italiane”, con sede a Padova.

Nella “Storia di Boretto“³ curata da Nando Bacchi, il 1885 viene anche indicato  come l’anno di costruzione del Bersagliere, denominato “La Rotonda” (purtroppo senza citazione della fonte). Si dice inoltre che fu voluto dal dott. Ferdinando Vecchi, sindaco di Boretto dal 1864 al 1866. La data coinciderebbe quindi con il cambio del gestore della Parma-Suzzara, che rimarrà immutato per un secolo, fino al 1986. ⁴

Proprio nel 1986 passano per Boretto lo scrittore Gianni Celati e il suo amico fotografo Luigi Ghirri. Celati del paese ricorda la cupola della Basilica minore, la scalinata che scende dall’argine e, soprattutto, «il benedetto albergo del Bersagliere» con la sua proprietaria Maria Moretti, la quale gli racconta qualche particolare della storia di famiglia. Veniamo così a sapere da una pagina di “Verso la foce”⁵ che la famiglia Moretti acquista l’albergo nel 1917, in piena Grande Guerra, quando Boretto è un centro di discreta importanza per la sua posizione a cavallo fra le province di Parma, Reggio Emilia e Mantova.

“Impressione immediata d’essere in casa di qualcuno, non in un’anonima stazione di transito; nelle grandi camere da letto sembra d’essere in visita a qualche vecchia villa di campagna.”

Mentre Celati si concentra sulle suggestioni che gli vengono dal tempo sospeso in cui si cala varcando la soglia dell’albergo borettese, Ghirri scatta alcune fotografie (fig. 3-4)⁶ che di questa sospensione ci danno immagini intrise di silenzi, odori e malinconie. Siamo ormai alle soglie della chiusura, che avverrà nel 1989: la memoria tende già a velare il presente.⁷

fotografia luigi ghirri bar al bersagliere boretto
Fog. 3 – Il bar del Bersagliere in una fotografia di Luigi Ghirri (1986)
fotografia luigi ghirri stanza al bersagliere boretto
Fig. 4 – La camera n.8 in una fotografia di Luigi Ghirri (1986)

Eppure questo luogo così unico tanto nei ricordi dei borettesi, quanto nella percezione degli artisti, forse non fu unico nella storia del paese: dotato di una quindicina di stanze e capace di ospitare nella sala da pranzo una trentina di persone, ad un certo punto dovette rivelarsi insufficiente ad accogliere gli ospiti che, per motivi di lavoro o di svago, si fermavano a Boretto. Un’immagine scattata negli anni ’20 del secolo scorso (fig. 5)⁸ ci rivela infatti la presenza di un concorrente: sull’altro lato di via Roma, un edificio esistente ancora oggi, porta sulla facciata l’iscrizione “Trattoria stazione alloggio”; un gruppetto di persone sosta davanti all’ingresso.

trattoria e alloggio della stazione di boretto
Fig. 5 – Trattoria della Stazione

Il giro di merci e di persone intorno alla ferrovia Parma-Suzzara doveva essere piuttosto consistente se riusciva ad alimentare due esercizi commerciali con caratteristiche molto simili fra loro. In alternativa si può formulare l’ipotesi che, per un dato periodo di tempo, l’albergo “Al Bersagliere” abbia interrotto la propria attività e sia stato rimpiazzato da quello che ci mostra la fotografia.

Lo stabile subisce gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’Italia settentrionale viene segnata dai bombardamenti degli alleati. Come racconta efficacemente il sindaco Luigi Saccani: “In quel periodo, dietro al Bersagliere, si trovavano i magazzini dell’azienda agricola “Agreste” dotati di grandi celle frigorifere che conservavano la frutta e la verdura fresca. Il proprietario si chiamava Orefici ed era di origine ebraica. Nel 1944 i tedeschi confiscarono l’area e impiegarono i frigoriferi per conservare le merci deperibili, fino a quando un bombardamento non distrusse l’intera area, coinvolgendo anche l’ala est del Bersagliere. Solo nel dopoguerra l’edificio verrà ricostruito e riprenderà la propria funzionalità.”⁹ (fig. 6)

al bersagliere distrutto durante la seconda guerra mondiale
Fig. 6 – Il Bersagliere visto dalle rotaie, dopo il bombardamento del 1944

È l’albergo-ristorante del secondo dopoguerra, in particolare degli anni ’60-70, quello che i borettesi ricordano ancora oggi. Molte testimonianze dirette, ricche di indicazioni sulla figura della titolare Maria Moretti, sono state raccolte da Francesca Amezzani sia sulla pagina Facebook del Bersagliere, sia su questo sito ad esso dedicato.


1 La mappa catastale in questione è stata esposta in riproduzione fotografica nel 2011 nell’ambito della mostra “Boretto autonomo per l’Unità d’Italia” (a cura di Nando Bacchi, presso la Galleria “Napoleone Cacciani” di Boretto). I file originali sono stati messi a disposizione del curatore dal geom. Franco Pecorini.

2 La fotografia è conservata a Boretto, in collezione privata.

3 Storia di Boretto, a cura di Nando Bacchi, Parma, Battei, 2003, cfr. p. 115; inoltre:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Parma-Suzzara; http://www.ferrovie.it/portale/leggi.php?id=33.

4 Storia di Boretto, cfr. p. 153 e 213.

5 Gianni Celati, Verso la foce, Milano, Feltrinelli, 2002, pp. 43-44.

6 Luigi Ghirri, Vista con camera. 200 fotografie in Emilia Romagna, Milano, Federico Motta Editore.

7 La data di chiusura dell’albergo si desume da una delle testimonianze raccolte da Francesca Amezzani e riportate sul sito ufficiale del Bersagliere: link all’articolo

8 La fotografia è conservata a Boretto, in collezione privata.

9 Cfr. sul sito del Bersagliere: link all’articolo