la cuoca dagli occhi verdi

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La cuoca dagli occhi verdi

V: Mi chiamavano “la cuoca dagli occhi verdi”: eravamo in quattro in cucina, tutte cuoche, ma io avevo un tratto distintivo!

Il Bersagliere di Boretto non è solo un luogo storico ed affascinante, ma anche la testimonianza di un gruppo di donne intraprendenti e moderne, che hanno saputo fare squadra ed aiutarsi a vicenda.

Nel mondo, le donne speciali come queste sono rare. Noi, però, ci siamo posti l’obbiettivo di trovarle ed intervistarle tutte: vogliamo raccogliere le loro storie ed i loro ricordi, conservarne “segretamente” le ricette particolari, memorizzarne gli occhi e il modo di gesticolare quando descrivono una vecchia via o un palazzo che ora non c’è più.

Fermare il tempo non è possibile, ma possiamo riviverlo e custodirlo attraverso di loro.

Virginia è una di queste, una rezdora – anzi una zdora come si dice a Reggio Emilia – che ha lavorato per più di 40 anni nella mensa comunale della sua città.
Adesso ha 88 anni, ma in viso e nei gesti ha la vitalità e l’entusiasmo di una ragazza di 20: non le sfugge nulla e ricorda anche i dettagli più sottili. Vederla parlare è un piacere per il cuore, con lei si riesce a viaggiare nel tempo e rivivere la Reggio degli anni ’50.

Ci racconta subito che la mensa comunale era originariamente nella casa “Del Mutilato“: un edificio che avevano costruito durante la guerra per i ragazzi menomati. Poi si spostò proprio di fronte al piazzale dei Teatri, sotto i portici che un tempo erano come quelli di Bologna. Infine si trasferì al piano terra del Palazzo Municipale, dove rimase fino alla chiusura. Ed è proprio lì che la storia di Virginia – la “cuoca dagli occhi verdi” – ebbe inizio…

Il lavoro lo cominciò a 17 anni – erano gli anni ’40 – una sua collega si era rotta la mano e le serviva un aiuto.

In cucina erano, più o meno, in quattro: due fisse e due che si occupavano di lavare i piatti. A queste si aggiungevano le cameriere e chi era incaricata di sgomberare le tavole.

V: “C’eravamo io, la Peppa, la Fosca che seguiva la cassa ed era come una macchina nelle ore di punta, le due Anna, la Jone, la Guarina, l’Elide e l’Emma”.

la cuoca dagli occhi verdi virginia

Insieme, queste donne, avevano fondato una vera e propria Cooperativa, capace di soddisfare le esigenze di 600 palati al giorno: 300 a pranzo e 300 alla sera. Erano operai, piccole famiglie, vedovi ed anziani, ma anche universitari e impiegati comunali.

La Cooperativa, inoltre, offriva anche servizio catering per cene ed eventi importanti, come quelle che si tenevano al Teatro Valli di Reggio Emilia.

I prezzi erano economici: per un menù semplice composto da primo e secondo si spendevano 200 lire (10 cent), per quello “speciale” dalle 300 alle 400 lire (15-20 cent). Il cibo era ovviamente di una qualità eccelsa, frutto del lavoro e dell’esperienza di due vere zdore emiliane.

Le giornate iniziavano fin dalle prime luci dell’alba, quando si cominciava a preparare la carne per i vari sughi e ragù.

Il macellaio Gino, che aveva un frigo grande quanto una normale cucina, tagliava i quarti di bue appesi al soffitto su un tavolone immenso.

I piatti si preparavano su una stufa a carbone: i pentoloni venivano inseriti nei buchi della parte superiore ed estratti, al momento opportuno, con una carrucola. Erano pesantissimi perchè li avevano ottenuti fondendo il metallo degli aerei da guerra!

V: “Appena entrate in cucina, la Peppa appendeva il suo orologio da polso sul calendario – in modo da avere sempre l’orario sotto gli occhi – e qualche ora prima di pranzo, mettevamo una bottiglia di lambrusco sotto l’acqua corrente, per bercelo fresco durante il pasto.”


Per quanto riguarda la cucina e le ricette, Virginia è una vera e propria maestra: saggia e severa al punto giusto.

Durante l’intervista, ci ha rivelato la sua ricetta segreta per un coniglio arrosto con i fiocchi! Avrete l’ardire di provarla? 

Ricetta – Coniglio ARROSTO

Ingredienti:

  • un coniglio intero
  • sale grosso, rosmarino, salvia e pepe
  • burro
  • acqua
  • aceto
  • olio

Procedimento:

Per prima cosa, tagliare il coniglio in 6 pezzi e lavarlo, sotto l’acqua corrente fredda, per almeno 2 ore, finché non diventa bianco.
Poi, preparare la concia, tritando con il coltello: sale grosso, rosmarino, salvia e pepe.
Dopo il lavaggio, legare con uno spago ogni pezzo inserendo all’interno la concia tritata.
In una padella, inserire il coniglio, coprendolo con aceto, olio abbondante, burro per rendere morbida la carne ed acqua.
La cottura deve durare almeno 1 ora/1 ora e mezzo.


Se ti è piaciuta questa ricetta, potresti provare le famose patate arrosto della Maria Moretti, l’ex proprietaria del Bersagliere di Boretto!

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