tortellata con Maria Moretti - Al Bersagliere Boretto

testimonianze

Salvato dalla Maria Moretti – Al Bersagliere di Boretto

Il motivo per cui crediamo sia importante continuare a raccontare le vicende che animarono la storica locanda Al Bersaglieredi Boretto, può essere riassunto nella frase che recita: 

“Un luogo esiste se nella comunità che lo abita esiste la memoria di esso. Se questa memoria sbiadisce allora si dissolve anche il luogo.” 

Un leit motiv che ci ha accompagnato e che continuerà ad accompagnarci nella raccolta di tutte le vostre preziosissime testimonianze.

Dopo aver ascoltato i ricordi degli ex proprietari del Bar Teatro, dell’ex Sindaco e dell’ex macellaia, anche Henry Guatteri, fotografo di Boretto, ci racconta i suoi aneddoti riguardanti il vecchio albergo-ristorante della Maria Moretti.

“la locanda Al Bersagliere era una cosa diversa… qualcosa che non potevi più trovare da nessuna altra parte!”

Cosa si ricorda del bersagliere?
H. Mi ricordo che entrando nella “hall” potevi vedere le donne che stiravano le lenzuola o che facevano la pasta per i cappelletti o i tortelli… Era una cucina tradizionale, tutto veniva fatto a mano e quando andavi lì sapevi che sarebbe stato un servizio lento, non come quelli di adesso: ti mettevi tranquillo, magari seduto al bancone del bar, e aspettavi con calma l’ora per andare a mangiare.

Una volta, ci ho mandato a dormire un mio amico del servizio militare che veniva da Prato; rimase entusiasta dalla camera da letto perchè c’erano ancora i letti con le testate in legno e con il materasso alto un metro in cui potevi sprofondare come sulle nuvole. Gli era piaciuto, a lui e alla sua ragazza, perchè la locanda Al Bersagliere era una cosa diversa… qualcosa che non potevi più trovare da nessuna altra parte!

Mi ricordo che quando andavamo a scuola, spesso ci fermavamo a lasciare la bici nel magazzino e… se nessuno ci vedeva, prendevamo i Crodino che la Maria lasciava lì, per “spararceli” durante il viaggio in treno fino a Parma! C’era chi comprava la focaccia e chi aveva il compito di fregare qualche bibita! Facevamo una sorta di aperitivo!!

“Il responsabile della commissione, vedendo che era di Boretto, gli chiese se conosceva la Maria Moretti…”

Un altro aneddoto divertente…
C’è un uomo di Boretto che si è, per così dire, salvato con la Maria Moretti!
Era abbastanza casinista e, ai tempi, era in servizio in Marina Militare. Lì facevano 24 mesi, e lui quando era arrivato al 18° aveva perso praticamente tutto: abiti, scarpe, averi, ecc ecc… l’avevano sballottato di nave in nave a causa del suo comportamento… e mi raccontava che praticamente non lo voleva più nessuno ma non lo potevano congedare!
Bè, sta di fatto che una volta fece qualcosa di davvero grosso e finì davanti ad una specie di tribunale psichiatrico: correva il rischio che gli marcassero la carta d’identità tanto da non poter più partecipare a concorsi pubblici o votare. Il responsabile della commissione, vedendo che era di Boretto, gli chiese se conosceva la Maria Moretti… visto che quando passava di lì era solito fermarsi da lei. Lui gliene parlò molto bene e così il responsabile decise di chiudere un occhio e lasciarlo andare!

Quanti matrimoni ha fotografato al Bersagliere?
H. Non mi ricordo di preciso, però non tantissimi…sai nascevano già in quel periodo diversi ambienti che avevano luoghi adatti per fare anche le foto oltre che il ricevimento.

Grazie per aver letto questa importante testimonianza sulla locanda del bersagliere di boretto. Se non l’avete ancora letto, ci vediamo al prossimo articolo sul bersagliere!

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Commenti (1)

  1. Abito a boretto dal 1978 quando venni x lavoro (bar roma) e fu il primo ristorante che frequentai. La Maria Moretti era affabile ,gentile e ti dava anche confidenza ma in modo molto elegante e non invadente.Ho avuto modo di assaggiare la sua cucina e benché allora fossi molto giovane ne ho un bellissimo ricordo.Non bisogna disperdere questo patrimonio e farei carte false x poterlo riaprire.