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La stanza di Luigi Ghirri – Al Bersagliere di Boretto

L’antica locanda abbandonata Al Bersagliere” di Boretto non era solo un luogo amato dagli abitanti del paese, ma anche e soprattutto dai “cittadini” che fuggivano dalla bolgia delle metropoli in espansione e andavano alla ricerca della cosiddetta “magia della Bassa“: una suggestione riguardante la nebbia, le dimore storiche e ferme nel tempo e la cordialità di una volta. Fra questi intellettuali che esploravano l’Emilia, ci fu anche Luigi Ghirri che immortalò una stanza dell’albergo, consegnandola alla memoria dei posteri.

In questa intervista, un’ex collaboratrice della Maria Moretti, ci racconta la potenza che quella foto scatenò nei successivi ospiti.

“tutti lo chiamavano “La Rotonda” a causa della sua tipica forma circolare.”

Come mai conosce il Bersagliere di Boretto?
I: Ci ho lavorato gli ultimi due anni: aiutavo in cucina, servivamo cibo nostrano da trattoria insomma… tutti lo chiamavano “La Rotonda” a causa della sua tipica forma circolare.

Qual’era il menù?
I: Il menù era composto dai piatti della tradizione: cappelletti, tortelli di zucca, tortelli verdi e poi insomma le solite cose..

Dicono tutti che faceva delle patate buonissime…
I: Ah sì! Le patate erano molto buone!

Ma come mai erano così buone queste patate?
I: Per un motivo semplicissimo: non erano fritte in tutto quell’olio che si usa oggi, non le si faceva “annegare” diciamo. La signora Maria Moretti usava una pentola, pochissimo olio e continuavamo a girarle per almeno 20 minuti o mezz’ora (per la ricetta completa clicca qui).

“la signora Maria cercava solo donne vedove… ci facevamo compagnia a vicenda.”

Eravate tutte donne al Bersagliere?
I: Sì, la signora Maria cercava solo donne vedove… così a mezzogiorno non dovevano andare a casa a cucinare per la famiglia ma potevamo rimanere al Bersagliere, e inoltre ci facevamo compagnia a vicenda.
Io sono stata l’ultima che ha assunto ed ho lavorato lì per soli 2 anni, quelle che ci hanno lavorato di più sono ormai già morte.

Quante eravate?
I: Eravamo in 3: la Maria che cucinava, serviva e gestiva l’intero locale; io che arrivavo alle 11 del mattino e aiutavo in cucina (facevo più o meno quattro ore); la signora Paola che faceva le pulizie.

La Maria era davvero brava a cucinare, aveva vinto un premio per lo stracotto migliore della zona e i ripieni per cappelletti e tortelli li faceva tutti lei ! Però non sapeva fare la sfoglia e quindi era compito mio tirare la pasta con il matterello (rigorosamente con il matterello).
Tutte le settimane impastavo 55-60 uova: iniziavo il venerdì pomeriggio con i cappelletti, i tortelli li facevo invece il sabato mattina perchè era giorno di chiusura, mentre gli gnocchi erano di giovedì.

Quanti tavoli avevate?
I: Al Bersagliere, a mezzogiorno o nelle settimane piene avevamo circa 30 persone, però in due ce la facevamo benissimo… non come oggi!

E’ rimasta solo 2 anni perchè dopo il Bersagliere ha chiuso?
I: Eh si, a fine Dicembre sono 27 anni che ha chiuso.

Come mai ha chiuso?
I: Per l’età della Maria… mi diceva spesso che se avesse avuto la mia età avrebbe messo a nuovo tutto.
In realtà erano venuti giù dei signori da Reggio Emilia che erano intenzionati a comprarlo, poi però è andato a monte l’accordo e niente.
Un vero peccato, perchè se le cose fossero andate a buon fine, lì ci sarebbe stato ancora tutto !!
E’ una vergogna doverlo vedere così.

Com’era strutturato l’edificio?
I: Il Bersagliere aveva 3 piani, due in cui si trovavano le camere dell’albergo e il bellissimo solaio: alto, largo… la Maria ci teneva le zucche e le lenzuola.

“Mi ricordo che c’era una stanza di cui si era innamorato un fotografo di Reggio Emilia: era venuto a soggiornare da noi e ci aveva scattato un paio di foto…”

Le stanze com’erano?
I: L’albergo Al Bersagliere era diviso in due parti, quella nuova e quella vecchia.

La parte nuova era stata aggiunta dopo la guerra per allargare l’edificio ed aumentare i posti letto. Era facilmente riconoscibile a causa dell’enorme corridoio che precedeva le camere, sproporzionato rispetto alla dimensione di queste ultime.

La parte vecchia era invece quella che più si armonizzava con l’edificio, le camere erano tutte molto ampie e ben arredate.

Mi ricordo che c’era una stanza di cui si era innamorato un fotografo di Reggio Emilia: era venuto a soggiornare da noi e ci aveva scattato un paio di foto, dopo di lui erano arrivati una coppia svizzeri (dei giornalisti credo), che avevano richiesto la stessa stanza sotto suo diretto consiglio.
Degli amici della Maria di Castelnuovo, le avevano addirittura portato un libro su cui erano state stampate le foto di quella stanza! Chissà ora dove sarà…
Credo che la stanza in questione fosse la numero 8, al secondo piano sulla destra… ma non ricordo bene.

Agenda telefonica con numero di Luigi Ghirri - Al Bersagliere Boretto

Come mai era piaciuta così tanto? Cosa aveva di particolare questa stanza?
I: Niente di particolare: pavimento in pietra (perchè i pavimenti erano sempre in pietra lì), armadio ad un’anta sola con lo specchio, letto matrimoniale e due comodini… niente di strano, però a loro piaceva quella stanza.

C’era passato anche Celentano i primi tempi, me l’aveva detto lei.. all’inizio della sua carriera, quando non era ancora famoso.

“ci sapeva fare con i clienti ! alcuni anche molto ricchi, nonostante le possibilità di andare in alberghi più lussuosi, venivano sempre lì !”

Com’era la Maria?
I: La Maria per me era una donna stupenda, mi ci sono trovata da dio.
Devi sapere che non ero mai andata ad aiutare in cucina prima di allora… è stata una mia amica a dirmi che la Maria cercava un’aiutante… allora sono andata là e le ho detto: «Dunque, per me è una cosa nuova, perchè da ragazza ho solo lavorato in sartoria e poi ho fatto la donna di casa. Quindi facciamo una cosa: io provo, una settimana/due, se mi trovo bene allora ok, altrimenti glielo dico» e lei disse altrettanto. Invece ci siamo trovate benissimo.
Pensa che abbiamo anche festeggiato due Natali insieme! Uno al Bersagliere e uno qui in casa mia… ahh, era una donna splendida.

Com’era di carattere?
I: Brillante, più moderna di quanto uno potesse immaginare, molto aperta, molto educata e corretta. E poi ci sapeva fare con i clienti ! Alcuni anche molto ricchi, nonostante le possibilità di andare in alberghi più lussuosi, venivano sempre lì !

Grazie per aver letto con noi questa preziosa testimonianza. per scoprire altri personaggi famosi che hanno visitato il Bersagliere di boretto, ci vediamo nel prossimo articolo!

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Commenti (8)

  1. Mio papá, veterinario a Boretto negli anni “60, ha albergato per 4 anni al Bersagliere. La mia infanzia é fortemente legata a questo posto mitico e unico. A fine settimana tornava a casa e spesso la domenica ci portava a pranzo dalla signora Maria e il pomeriggio sul Po. Ricordo tutto. Ogni cosa, il profumo delle lasagne e dello stracotto, le carinerie e l’affabilitá delle donne a servizio e delle persone che passavano a prendere il caffé o il Cynar d’estate sotto il pergolato. Ricordo la grande scalinata che portava alle camere. A me pareva un grande collegio per gente grande. Le aiuole erano adornate da profumatissimo hogli bianchi. Ma ció che non riesco a descrivere é l’atmosfera di questo luogo

    1. Che bei ricordi Paolo, leggerti è stato come fare un tuffo in quel passato!
      Il Bersagliere è veramente un posto magico…. Grazie per aver condiviso con noi questi attimi preziosi della tua infanzia!

  2. Questo più che un commento è una richiesta di memoria.
    Quando andavo la domenica a pranzo dalla Maria Moretti al Bersagliere negli anni ’60,
    c’era a servizio nell’albergo e in cucina, una signora della quale non ricordo il nome.
    Era mora, con un voluminoso chignon, occhi scuri, ciglia forti, piuttosto rotonda di forme
    (classica rezdora padana-emiliana).
    Era di un’affabilità unica e di modi dolci, sempre sorridente, complimentosa verso noi bambini,
    servizievole e di buone maniere.
    Non riesco proprio a ricordare il suo nome (non ho più nessuno a cui chiederlo)
    ma ricordo con assoluta precisione la persona.
    Con qualche suggerimento di nome da parte di qualche vecchio frequentatore,
    lo saprei individuare. Sto parlando degli anni ’63, 64, 65 e 66.

    Paolo Curti

  3. Sono appena stata al River ‘s food festival a Boretto. C è uno stand dove dei ragazzi raccolgono le firme da presentare al F.A.I per avere dei fondi per la conservazione del Bersagliere. Inoltre sono in vendita alla modica cifra di € 5.00 dei libretti di ricette e fotografie sugli interni allo stato attuale. Sarebbe bello che qualcosa si muove se in merito. Credo ne valga la pena .

    1. Cara Anna, allo stand eravamo proprio noi, gli stessi ragazzi che gestiscono anche il sito ! 🙂
      Anche noi speriamo che qualcosa si smuova presto! Incrociamo le dita e grazie per essere passata a trovarci ❤️

  4. Anna…io purtroppo sono del 1983 quindi l’unico ricordo che ho è della sua apertura e che una domenica i miei genitori discutevano in macchina su che ristorante scegliere per pranzare….e la proposta era “al bersagliere”. Questa estate firmai in favore del recupero di questo luogo incantato ma per qualche motivo mi sono sfuggiti gli opuscoli con ricette e foto….quindi vi chiedo se sapete dove e se è ancora possibile acquistarne uno!?

    1. Assolutamente si! Peró non ce ne occupiamo noi 😉
      Questa estate li vendavamo per supportare le rezdore di Boretto che lo avevano fatto… In ogni caso ci informiamo e poi le faremo sapere 🙂