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Quando Boretto era “in riviera” – Al Bersagliere di Boretto

Al Bersagliere” non è solo un edificio storico, architettonicamente interessante, ma anche e soprattutto un raccoglitore di memorie ed eventi passati, un luogo che ha partecipato a creare l’identità di Boretto, punto di riferimento per intere generazioni: come quelle di Fiorenza e Bianca Fre, che nell’intervista qui sotto ci raccontano alcuni dei loro ricordi sulla storica locanda abbandonata “Al Bersagliere” di Boretto.

“la locanda era della Signora Moretti, una donna piccolina coi capelli bianchi, molto molto molto gentile e disponibile.”

Cosa si ricorda del Bersagliere?
F: Del Bersagliere mi ricordo il pranzo della Prima Comunione e della Cresima.
Mia sorella gemella ed io lo avevamo fatto lì perchè i nostri genitori (Bianca e Fiorenzo Fre), avendo il Bar Teatro, non potevano chiudere per più di un’ora e allontanarsi troppo.
La locanda era della signora Moretti, una donna piccolina coi capelli bianchi, molto molto molto gentile e disponibile.
La gestione e la cucina dell’albergocaffèristornate “Al Bersagliere” era interamente al femminile, c’erano infatti altre donne che l’aiutavano.

Si pranzava all’interno di un ampio salone e il cibo, tipico della cucina reggiana e casalinga, era molto buono: cappelletti, tortelli, coniglio e delle patate favolose. Mio papà faceva il cuoco e quindi lo sapeva molto bene!

La facciata del Bersagliere, dove c’è tutt’ora la porta, era decorata da un pergolato con vite. L’interno, invece, dove si trovavano il corridoio e le altre stanze, aveva pochi arredi e molto vecchi… ricordo specialmente le colonne del bar.

“Mi ricordo che, quando ero bambina, le persone che chiedevano ai miei genitori dove si poteva alloggiare a Boretto venivano indirizzate al Bersagliere.”

Si ricorda quando ha chiuso?
F: Negli anni ’80 era ancora aperto perchè vi avevano soggiornato degli amici che avevo conosciuto a Lignano Sabbiadoro e che erano venuti a trovarci. Ricordo in special modo la chiave dell’entrata che mi avevano fatto vedere, era di ferro e molto antica. Uno dei ragazzi mi aveva detto che nella stanza dove dormivano, il letto era a baldacchino.

Mi ricordo che, quando ero bambina, le persone che chiedevano ai miei genitori dove si poteva alloggiare a Boretto venivano indirizzate al Bersagliere.

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“Erano tutte cose nostrane, genuine e le porzioni abbondanti, mica come adesso che ti danno gli assaggini!”

Cosa può raccontarmi del Bersagliere?
B: Andavamo spesso al Bersagliere perchè il nostro Bar doveva rimanere sempre aperto, il massimo che potevamo permetterci era un’ora di chiusura, poi dovevi riaprire perchè la gente aspettava, non ti dava il tempo. Quindi le Comunioni, le Cresime delle mie figlie e i compleanni li abbiamo fatti tutti lì, abbiamo festeggiato sempre lì.
La Maria Moretti faceva da mangiare come noi in casa: cappelletti, tortelli… faceva il coniglio alla cacciatora molto buono, aveva tanti contorni. Erano tutte cose nostrane, genuine e le porzioni abbondanti, mica come adesso che ti danno gli assaggini!

Noi ci siam sempre trovati bene.
C’erano le sue donne che l’aiutavano a fare i cappelletti e Luigi Becchi che andava sempre a fargli il vino. Il Bersagliere aveva anche la cantina (com’era solito nelle case di una volta) e il vino di Becchi veniva conservato lì, tutto in ordine nelle botti di legno. Era vino nostrano, Lambrusco… da noi è sempre Lambrusco.

Aveva anche delle camere, non tante, sei o sette… non penso di più.

“La maggior parte degli ospiti erano lavoratori del Po o pescatori, che si fermavano a mangiare e a pernottare.”

Di arredamento c’era poco: aveva dei tavolini in marmo all’interno del locale, che apparecchiava in base ai coperti del giorno, mentre quando c’erano pochi clienti allestiva direttamente il bancone.
La maggior parte degli ospiti erano lavoratori del Po, quelli sulle draghe o pescatori, che si fermavano a mangiare e a pernottare.

Sul retro aveva fatto una piccola casetta, che non è finita… non so il perchè, forse perchè non stava più bene.

La signora Maria abitava nell’Albergo quindi?
B: Si, abitava dentro Al Bersagliere. Solo verso la fine aveva fatto costruire la casetta… forse perchè pensava di ritirarsi e di affittare il locale.

Erano gli anni 90?
B: Sì secondo me sì.

F: Ci diceva il nostro vicino di casa, che non è di Boretto ma del Bresciano, che quando era venuto qui per lavoro nel ’76, aveva soggiornato per sei mesi Al Bersagliere e poi si era trasferito da un certo Vanon che faceva il calzolaio.

Si ricorda se prima che lo comprasse il papà della Maria era già un albergo o un ristorante?
B: Sì Al Bersagliere è sempre stato un locale e mai una casa d’abitazione, anche perchè essendo vicino alla stazione era comodo per chi arrivava. Allora in molti scendevano per venire a Boretto, era considerata la riviera del Po: c’era la spiaggia attrezzata con le cabine, il Lido Po con “Il Giardino dell’Emilia”… era un paesino abbastanza movimentato insomma.

Come sempre, grazie per averci letto e arrivederci al prossimo articolo sul bersagliere di boretto!

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